Salone Nautico di Genova


Genova e Salone Nautico sono quasi sinonimi per chi s’interessa a qualsiasi titolo alla nautica da diporto; ma, verrebbe da dire alla nautica in generale tanta è l’importanza del Salone Nautico Internazionale. E’ proprio in quest’ultima parola - “internazionale” - che sta una delle chiavi di volta della Manifestazione genovese.
Il “nautico”, come lo chiamano alcuni, è il punto d’incontro internazionale per gli operatori del settore, un’occasione forse unica per il pubblico di vedere in una volta sola la stragrande maggioranza della produzione europea e una gran parte di quella mondiale. L’industria nazionale italiana è una delle componenti più attive del salone, d’altronde il comparto nautico per noi riveste una importanza notevole, non solo megayacht (che fanno i grandi e postivi numeri) ma anche una serie di produttori piccoli e medi, sovente accomunati dall’eccellenza del prodotto e tanti produttori di servizi, accessori e componenti per le imbarcazioni.
Quando gli italiani non sono presenti in veste di produttori, lo sono in veste di importatori, rappresentanti, venditori, magari anche per mercati più ampi della nostra penisola. Ma, se la presenza italiana è importante, è la calata in massa degli operatori stranieri sul capoluogo ligure ad aver decretato da sempre il successo del Salone di Genova.
Rispetto ad altri eventi simili (quasi mai così grandi e completi) il Salone di Genova vede la contemporanea presenza di due tipologie di persone diverse che si mischiano tra loro dando un’atmosfera del tutto particolare e di grande valenza: pubblico di appassionati e professionisti del settore. Altri saloni sono rivolti maggiormente verso il pubblico piuttosto che verso il B2B (business to business); altri ancora sono riservati esclusivamente agli operatori professionali; Genova, invece, tenendo fede alla sua tradizione mercantile, è rivolta tanto al pubblico quanto agli affari interni al settore, ed è questo un mix unico nel comparto nautico considerando anche l’ampiezza dell’esposizione.
E in tema d’affari come si presenta quest’anno il 50° Salone Nautico Internazionale? Il numero è importante già di suo: cinquanta edizioni, mezzo secolo di esposizione nautiche che sono cresciute con il tempo nei volumi e negli spazi, superando non poche crisi economiche mondiali data la longevità della manifestazione. Quest’anno ci sono 1400 espositori, 2300 barche e 500 novità , molte delle quali sono riportate in una rassegna qui di seguito.
Cinquecento novità sono la testimonianza tangibile di una vitalità che non è stata spenta dalla crisi economica degli ultimi due anni. Nel 2008 si respirava un’aria di sconcerto, il Salone appena iniziato fu colpito come da un maglio dalle notizie che arrivavano dai mercati internazionali anche a seguito del fallimento della Lehman Brothers Bank il 15 settembre. Nel 2009 la crisi s’è fatta sentire anche nei comportamenti del pubblico, in calo dell’11% rispetto all’anno precedente. Il 2010 è iniziato, invece, con segnali positivi. Esaurite le scorte degli anni precedenti, le aziende hanno iniziato a produrre nuovavemnte e a vendere il loro prodotto; l’attesa per quest’anno è di un cauto e fondato ottimismo.
Le difficoltà ci sono e ci sono state, è inutile negarlo; ma sono molti anche i segnali di ripresa di cui proprio la proposta di novità in un numero così elevato rappresenta un elemento.
E’ quello di quest’anno un “nautico” particolarmente importante non solo nella cifra tonda di anni ma anche per le attese che il comparto della nautica mondiale carica su quest’evento.
Alla fine le previsioni più fosche, almeno per l’Italia, non si sono avverate e gli acquirenti non dovrebbero mancare, se è vero quel che dicono tutti i media che in Europa l’economia si sta riprendendo. Inoltre nuovi acquirenti e nuovi mercati s’affacciano al mondo della nautica: pensiamo alla onnipresente Cina - tanto per citarne uno immenso - che consuma prodotti finiti di superlusso e produce componenti, ma, al contempo, comincia anche a richiedere barche di fascia media/medio alta per quella classe di cinesi. Ma c’è anche l’India: si parla di un mercato che da 150 milioni di persone dovrebbe diventare di 800 milioni, poco meno di un terzo della popolazione di quei paesi , per non parlare della rinascente classe media russa.
Non solo super lusso quindi - comparto nel quale la nautica italiana primeggia - ma potenzialità reali anche per la nautica media sia nel mercato interno europeo sia per l’esportazione.
Andare quindi al Salone di Genova di quest’anno significa non solo presenziare a una data oggettivamente importante come può essere l’anniversario di “mezzo secolo” di quello che probabilmente è il più significativo salone nautico del mondo, ma essere anche compartecipi e testimoni della ripresa del settore. Per questo noi ci siamo, per la prima volta con lo stand posto all’esterno del padiglione S. In fondo, poi, si sa: “gli assenti hanno sempre torto!”. Per sapere di più clicca qui.
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