L’icona dei sub è tornata
Agosto 2010 |
Autore: Redazione Blumag
Orologi

Se fosse stato un altro orologio, uno qualsiasi, probabilmente non ne avremmo parlato: non una foto, una didascalia, all’interno di una cronaca frettolosa e onnisciente. Una lunetta che cambia colore, un indice che si ingrandisce un po’, non fanno notizia. Sono un affare che si circoscrive normalmente tra il rappresentante e il negoziante. Qui, per fortuna, non siamo nel mondo normale ma in quello dell’orologeria, dove il gioco è da sempre il padrone indiscusso. Agli appassionati dei segnatempo, quelli veri, piace disquisire per ore sulla grandezza della corona del James Bond, sul colore del quadrante del Daytona, sulla lavorazione delle maglie del bracciale President. Chi indossa un orologio da 44 o da 48 millimetri non vuole passare inosservato. Chi monta un cinturino rosso o sceglie una lunetta tempestata di diamanti, non lo fa perché nessuno lo noti. L’alta orologeria ha imparato la lezione dalla gioielleria di prestigio, come questa ama ormai presentarsi fastosa, importante al limite dell’inutile e, soprattutto, straordinariamente fine a se stessa.
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