Catamarano affondato in Atlantico

Boston, Stati Uniti- Erano a 830 miglia dalle coste americane i due diportisti italiani, i fratelli Guido e Riccardo Sassoli di Bologna, che hanno lanciato l'allarme ieri sera alla centrale della guardia costiera italiana, con sede a Roma. Secondo quanto riportato oggi dall'Ansa, a trarre in salvo il catamarano 'Stella cometa' che stava imbarcando acqua in Oceano Atlantico è stata una nave battente bandiera panamense, inviata sul posto dalla Guardia costiera americana.Il punto del naufragio di Stella Cometa. Courtesy Navimeteo
Dal comando generale delle Capitanerie di porto, la richiesta di soccorso è stata trasmessa alla Guardia costiera americana; la centrale operativa di Boston ha quindi dirottato sul punto del naufragio la nave panamense ''Daio Azalea'', il cui equipaggio, alle 1:30 della scorsa notte, ha recuperato i due naufraghi, che sarebbero in buone condizioni.
La loro imbarcazione è poi affondata. La nave sta ora dirigendo, senza tappe intermedie, verso Smirne, inTurchia, dove entrerà in porto il prossimo 26 maggio.
Il catamarano era partito da New York il primo maggio scorso, diretto alle isole Azzorre e poi nel Mediterraneo. Il comandante, Riccardo Sassoli, è un velista esperto, con diverse traversate transatlantiche al suo attivo, ed è direttore della rivista Arte Navale. Viaggiava con il fratello Guido.
Il dramma è stato seguito in diretta satellitare dagli esperti del centro Navimeteo di Chiavari, che assistevano l'imbarcazione monitorando in tempo reale l'evoluzione della profonda depressione sul Nord Atlantico in cui il catamarano era incappato. E grazie anche alla precisa localizzazione della barca, comunicata alla sala operativa del Comando della Guardia Costiera, i soccorsi sono stati tempestivi ed efficaci.
Secondo quando riferitoci da Gianfranco Meggiorin, Ceo del centro Navimeteo Chiavari (Genova), a trarre in salvo il catamarano è stata appunto una nave battente bandiera panamense, inviata sul posto dalla Guardia costiera americana, ma l'operazione ha richiesto diverse ore e i fratelli Sassoli si sono rimessi in contatto con l'Italia per dire che stavano bene solo alle 3.30 del mattino ( sempre ora italiana).
La causa dell'incidente sarebbero stati i forti venti contrari e una violenta ondata che ha infranto un oblò di uno dei due scafi, causando l'imbarco di molta acqua. Sassoli ha lanciato la richiesta di soccorso con tutti i sistemi di comunicazione di bordo.
La nave mercantile 'Daio Azalea', che era a sole venti miglia di distanza, ha così potuto raggiungere in poco tempo i due naufraghi, che nel frattempo si erano rifugiati sulla zattera di salvataggio, e prenderli a bordo.
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