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IN EDICOLA: Il grande gelo

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Gennaio 2012 | Autore: Redazione Blumag
Editoriale.... di Marco Lepre

Il grande gelo


La tragedia della Costa Concordia è una pagina di storia della prestigiosa marineria italiana che non avremmo mai voluto scrivere. Il comportamento codardo, scellerato e scriteriato di un comandante che non merita neanche di essere nominato, infanga l’intero comparto crocieristico italiano, un comparto coraggioso, forte e autorevole, con un’impatto economico sul Pil nazionale stimabile in circa 4 miliardi, che coinvolge 24.000 impiegati, tra ufficiali e sottoufficiali, specialisti del settore mercantile italiano, invidiato in tutto il mondo insieme a quello danese. Fortunatamente in questo momento registriamo una reazione positiva dell’industria crocieristica italiana, sia a livello di prenotazioni che di gradimento e ci auguriamo che la Costa Crociere, controllata dalla holding americana Carnival, non subisca attacchi speculativi poiché è in gioco l’occupazione dell’intero comparto turistico e cantieristico nazionale.

10 Gennaio 2012, è ufficiale, la cinese Shandong Heavy Industry Group con l’acquisizione di parte del debito accumulato dal gruppo Ferretti, 178 milioni di euro che si tradurranno in investimenti, e 196 milioni di euro di finanziamento, controllerà il 75% del primo gruppo mondiale produttore di yachts. Tutto il comparto nautico italiano tira un sospiro di sollievo, le maestranze sono salve così come i fornitori e il nostro Made in Italy potrà continuare a far bella mostra di sé, in tutti i mari del globo eccetto all’interno delle nostre acque territoriali.

Si, è proprio così, il decreto Monti “Salva Italia” approvato il 22 Dicembre scorso, non fa sconti a nessuno e gela la nautica italiana. La vecchia cara tassa di stazionamento, abolita nel 2002, riprende vigore e si trasforma in una tassa sul consumo, proporzionata in base alla lunghezza e ai mesi di permanenza in acqua dell’imbarcazione. Dal primo Maggio 2012, infatti, si pagheranno dai 5 ai 703 Euro al giorno, a partire dai 10 metri in su, con un’abbattimento previsto per le imbarcazioni a vela pari al 50% e con dei criteri di vetustà auspicabili, di cui si parla ma, ci sembra, non vi sia traccia nel testo del decreto.

Pensavamo che il negativo esperimento introdotto da Soru per le sole acque della Sardegna fosse stato d’insegnamento. Manco per niente! Nel decreto è previsto che la tassa dovrà essere pagata anche da coloro che navigano nelle nostre acque territoriali con bandiera estera. Quali saranno le procedure per effettuare questi complicatissimi e delicati controlli al momento non è dato sapere, ma quel che sicuramente ci viene riferito dagli addetti ai lavori è preoccupante poiché stanno assistendo ad un vero e proprio esodo dai porti italiani, in particolar modo per le imbarcazioni oltre i 24 metri che, per il codice della navigazione, sono considerate navi. Ma non dovevamo essere il pontile del Mediterraneo? Numerosi sono i cantieri e le aziende che stanno alla finestra, inoperose e con i telefoni muti da mesi. Aspettano la primavera, qualche segnale di risveglio e pronte, qualora non ci fosse, a chiudere i battenti.

Come sempre invitiamo tutti gli appassionati a non mollare il giocattolo, non lasciarsi condizionare, magari adottando ancor di più il familiare sistema della multiproprietà dell’imbarcazione, adeguandosi o riducendo le metrature poiché il mercato, in questo senso, offre opportunità assolutamente abbordabili. Perché in fondo, navigare e misurarsi con se stessi, ascoltare il silenzio e passare qualche momento d’incanto o di goliardia con i propri cari o amici, è un valore irrinunciabile che dobbiamo difendere a tutti i costi.

 

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