NOVEMBRE/ DICEMBRE: Lascia o raddoppia
Lascia o raddoppia
Alle 17:30 del 9 ottobre la nave da crociera MSC traguarda la darsena del porto di Genova, echeggia la possente sirena e virando di 90 gradi mette la prua verso il largo. Tante le sirene del nautico che in un contagio assordante e liberatorio rispondono al saluto. E’ la tradizionale fine del salone nautico di Genova, un’edizione, quella del 2011, difficile, forse troppo lunga e in certi momenti estenuante, scandita da un’affluenza a strappo, decisamente sottotono. Registriamo un pubblico sicuramente più qualificato, realmente interessato, piacevolmente stupito dalla versatilità degli interni proposti, attentissimo alle misure degli scafi e ai consumi, sicuramente un pubblico maturo che può permettersi la barca, sia finanziariamente che fiscalmente ma rari sono stati gli acquisti emozionali.
Assolutamente Made in Italy le due ammiraglie del salone, il CBI Navi “Aifos”, un possente 50 metri in acciaio costruito dal gruppo Fipa, controllato interamente da una storica famiglia di Viareggio e il Comet 100 RS, il primo Super Maxi di 31 metri costruito dalla Comar di Fiumicino, controllata in parte da una banca d’investimento. Due modi d’intendere l’impresa, due epoche a confronto, la faccia della stessa medaglia, quella che rappresenta l’Italia nel mondo del lusso e ci distingue per gusto e stile...
I cantieri e i gruppi ancora in gioco, quelli che concorrono nel segmento compreso tra i 12 e i 20 metri, si sono impegnati allo spasimo e un po’ come avviene al casinò dove, quando si perde, si hanno due sole possibilità , lasciare o raddoppiare la puntata, hanno deciso di continuare a investire, a difendere l’azienda familiare, gli operai, il loro brand. Tanti nuovi modelli, molti restyling intelligenti fatti su carene stracollaudate, tanta matita e tanto design, che si traduce in linee esterne a volte un po’ estreme e soluzioni interne accattivanti, riusciranno a convincere all’acquisto i pochi e troppo indecisi appassionati che, dopo il salone, sono stati convogliati dai cantieri nelle fatidiche giornate di prove a mare?
Ho l’obbligo morale di rivolgere un pensiero alla Liguria da dove, paradossalmente, doveva ripartire un segnale di vitalità per il mercato interno e per l’intera nautica italiana. Tutto è naufragato nel peggiore dei modi, solite polemiche e scarichi di responsabilità ma l’unica immagine da fotografare è quella dei giovani impegnati a spalare il fango, sorridenti e ottimisti, un’immagine tristemente emblematica per il nostro paese che ci deve far riflettere e dare la forza di voltare pagina.
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