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Sonni tranquilli

Sonni tranquilli

Ottobre 2011 | Autore: Redazione Blumag
Assicurazioni

Lasciare la barca a fine stagione è sempre una cosa che un pò stringe il cuore. Arriva il momento di dover fare manutenzione all’opera viva e quindi la necessità di affidarsi ad un cantiere. Per poter essere un po’ più sereni e tutelati dai potenziali pericoli e rischi occorre fare una serie di valutazioni e adottare qualche accorgimento anche dal punto di vista assicurativo, vediamo quali.

Come abbiamo già detto nel box sul rimessaggio, la garanzia Responsabilità Civile è bene che resti attiva anche quando la arca è in cantiere, e che la polizza preveda i danni a terra (che non sono compresi negli obblighi di legge).

Anche la polizza corpi (Kasko) dovrebbe restare attiva e dovrebbe prevedere anche i possibili danni avvenuti a terra, compresi quelli di alaggio e varo, nonché taccatura, dell’imbarcazione. Quello dei rischi connessi alle operazioni di alaggio e varo è un punto da non trascurare. Un cantiere previdente ha una polizza di responsabilità civile che assicura non solo i danni a terzi derivanti dalla movimentazione delle barche, ma anche le cose sollevate ed oggetto di lavorazione. Ma il cantiere previdente non deve limitarsi solo a coprire il rischio gancio della gru ma dovrebbe avere una polizza di responsabilità civile che copra il più possibile i rischi connessi alla sua attività. Per dare un’idea di cosa può accadere pensate ad una barca cui è in corso il rifacimento della coperta in teak che si trovasse affianco ad una su cui si stanno eseguendo delle saldature o delle operazioni di verniciatura: la possibilità di rovinare il lavoro sono abbastanza alte se non si sono prese le opportune precauzioni, e i danni possono essere ingenti. Chi risponde in quel caso di una coperta tutta puntinata di vernice? E dei comenti impastati con la polvere d’acciaio?

C’è poi il problema dei furti, che spesso d’inverno nei cantieri si acuisce. Se avete una polizza completa che copre i vostri danni potreste anche star tranquilli, se non fosse che le garanzie furto hanno spesso franchigie e scoperti non trascurabili. La soluzione potrebbe venire dalla stipula una polizza furto per le imbarcazioni in custodia. Se il cantiere ha un efficiente sistema di sorveglianza e mezzi di chiusura adeguati, può spuntare delle condizioni migliori di quelle della vostra polizza corpi, anche perché è intuitivo che il rischio statico è minore di quello dinamico di una barca che sta oggi in un porto e domani in un altro. Non pensate però di poter, in caso di furto, fruire di un doppio risarcimento: sarebbe illegale.

Infine c’è da considerare le coperture sull’incendio e i rischi collegati come gli eventi atmosferici e sociopolitici oppure le inondazioni e alluvioni. Anche in questo caso sarebbe opportuno che il cantiere provvedesse ad una sua propria copertura.

Naturalmente tutto questo ha un costo, e l’esistenza di queste coperture potrebbe riflettersi direttamente sui costi di rimessaggio, ma per quanto possano costare, sono sempre poca cosa rispetto al danno che potreste subire e al danno d’immagine per il cantiere stesso.

Non è quindi improprio, nel momento della trattativa per un lavoro o per il rimessaggio invernale, soffermarsi ad esaminare le coperture assicurative offerte dal cantiere, magari con l’aiuto di un esperto intermediario che possa interpretare le clausole, talvolta ostiche per il profano, che vengono proposte.


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