Natanti, meno garantiti?

Spett.le redazione, possiedo una vecchia lancia in vetroresina di sei metri dotata di un motore fuoribordo da 20 cavalli. Sono rimasto colpito dall'articolo sulle assicurazioni uscito sul numero di aprile di Blu.
La mia barca è un natante anche di una certa età ed è identificata solo con la matricola del motore. Potrei avere dei problemi con l'assicurazione di Responsabilità Civile in caso di danni a terzi quando navigo? Leggendo l'articolo sembrerebbe di no, ma vorrei qualche informazione in più. Giuseppe - Anzio (Roma)
Gentile lettore,
se la sua barca ha sullo specchio di poppa il motore fuoribordo e questo è regolarmente assicurato, lei dovrebbe stare tranquillo. Tuttavia potrebbe chiedere al suo assicuratore di prendere atto sulla polizza anche delle caratteristiche del suo specifico natante, o comunque di identificarlo in polizza in qualche modo. Non sarà una cosa semplicissima da ottenere, ma riteniamo che non sia impossibile. La precisazione però avrà l'effetto di rendere il suo motore virtualmente solidale con la barca e non potrà dunque impiegarlo su altri natanti; questo le deve essere ben presente.
La sua lettera ci dà però modo di ritornare sull'argomento trattato nel numero precedente di Blu e che ha suscitato l'interesse di molti. Se per i natanti a motore si pone il problema dell'identificazione dello scafo a cui il motore è fissato, per le unità a vela si pone anche il problema, già in parte precedentemente esaminato, della navigazione con il solo ausilio delle vele.
Fino a qualche tempo fa il testo di riferimento per la responsabilità civile delle unità da diporto era il medesimo per tutte le compagnie di assicurazioni e quel testo escludeva esplicitamente la copertura in caso di partecipazione a competizioni sportive tranne nel caso delle regate veliche. Regate che, appunto, erano invece sempre comprese in garanzia. Ne discende, per evidenza logica, che la navigazione a vela era considerata assolutamente coperta, dato che in regata, è cosa nota, il motore non si può usare per la propulsione.
Attualmente non c'è più l'obbligo di legge per le compagnie di utilizzare il medesimo testo di riferimento, e pertanto bisogna accertare una volta in più quello che c'è scritto in polizza. Tuttavia la maggior parte delle assicurazioni ancora adottano la tradizionale dizione che esclude le competizioni a motore ma comprende le regate veliche, perciò includendo implicitamente la navigazione a vela. E' in casi come questi che entra in gioco la professionalità dell'intermediario il quale, messo di fronte alla richiesta di assicurare la RC di una unità a vela e/o un natante, deve porsi il problema. Prima di tutto conoscendo il testo che intende adoperare, discutendone con il cliente, e poi provvedendo eventualmente a chiedere alla compagnia.
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