Il mare per l’uomo

Il mare ha da sempre rappresentato per l’uomo una risorsa importante, nonché un luogo di evasione dallo stress della vita di tutti i giorni e un rifugio dove poter trovare un po’ di pace. La tranquillità del mare però è solo apparente e nasconde in realtà un brulichio di vita. Il mare non è una massa d’acqua inerte, ma rappresenta un insieme di organismi in continua evoluzione.
In Italia cultura ed economia sono da sempre strettamente connesse con l’ambiente marino che riveste un ruolo fondamentale per il nostro benessere. Tuttavia, pur riconoscendone l’importanza, spesso agiamo come puri fruitori di una risorsa apparentemente inesauribile senza preoccuparci delle conseguenze delle nostre azioni. L’uso indiscriminato delle risorse naturali ha portato al sovrasfruttamento dell’ambiente marino e ha fatto ammalare il mare.
Determinare lo stato di salute del mare non è semplice come usare un termometro, tuttavia è possibile utilizzare gli indicatori ambientali, ossia organismi più sensibili di altri ai danni recati dall’uomo nell’ambiente marino.
Per curare il mare dobbiamo prima identificare le cause del suo disagio e cercare di capire le conseguenze a breve e lungo termine. Le nostre azioni stanno trasformando il mare in una gigantesca pattumiera e al contempo mettono a repentaglio la nostra stessa salute. Per continuare a godere delle risorse che il mare può offrirci, un cambio di atteggiamento è quindi indispensabile.
Questa nuova rubrica nasce con l’idea di presentare problematiche legate al mare, fornendo spunti di riflessioni e curiose notizie provenienti dall’ambito della ricerca scientifica. Ci proponiamo di introdurre in modo leggero e comprensibile tematiche complesse, spesso fonti di dibattito politico ed accademico. Vogliamo mostrare a voi, lettori di Blumag, lettori di Blu, cosa si nasconde tra le onde e le correnti di questo affascinante ambiente e come preservalo per le generazioni future.
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