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Itama SeventyFive - Classico hi-tech

Itama SeventyFive - Classico hi-tech

Dicembre 2008 | Autore: Redazione Blumag
Motore



Testo e foto di Maurizio Caldera

Con il nuovo SeventyFive (23 metri e mezzo, entro i limiti della patente per imbarcazioni) Itama inaugura una nuova generazione di scafi, destinata ad unire presente e futuro. Mantenendo quelle che sono le linee classiche degli Itama, con scafo blu e coperta bianca, la nuova ammiraglia si propone soprattutto per gli apporti di tecnologia che potranno, in seguito, essere mutuati sul resto della gamma. Non si dimentichi che è in arrivo il nuovo Fifty. Il particolare di maggiore visibilità, quello che il cantiere considera l’evoluzione della specie, è l'avantop, un tettuccio che copre con eleganza parte del pozzetto e la timoneria, congiungendosi al parabrezza grazie ad una sorta di palpebra, che scende elettricamente a formare uno spazio riparato per le navigazioni con tempo duro. L’avantop e il parabrezza, entrambi realizzati in fibra di carbonio (il tutto pesa 250 chili, contro i 600 di una realizzazione analoga in vetroresina) sono realizzati in esterno dalla ATR, un’azienda non nuova a lavorazioni di precisione, avendo soddisfatto commesse di Ferrari e Porsche in campo automobilistico e di aziende come Alenia nel settore spaziale.

Realizzato in tradizionale vetroresina rinforzata, invece, lo scafo, sempre con una carena a V profonda e un angolo di 22 gradi sul diedro di poppa, una forma che garantisce buona velocità e tenuta di mare. Un motoryacht del terzo millennio non sfugge inoltre, al must della velocità insieme a quello della tenuta di mare. Per ottenere le migliori prestazioni, in questo senso il SeventyFive è equipaggiato con due MTU da 1823 Hp che permettono allo scafo di raggiungere 43 nodi di velocità massima e 38 di crociera, anche perché abbinati alle eliche di superficie. “In progetto - precisa Tilli Antonelli, presidente di Itama e Pershing - abbiamo una versione ipermotorizzata del SeventyFive, la VHP (Very High Performance), con 2x2400 Hp, sempre abbinata ad eliche di superficie, che dovrebbe sfiorare i 60 nodi, però non è un’alternativa immediata, la stiamo ancora studiando nei particolari e riteniamo che potrebbe essere pronta per il prossimo anno”.

Ma sul nuovo SeventyFive si è anche ripresa, ad esempio, quell’idea di “bow rider”, tipicamente USA, che veniva applicata alle barche di piccole dimensioni per aprire un passaggio sicuro verso prua, con l’apertura della zona centrale del parabrezza. Sul SeventyFive l’apertura è motorizzata e compatibile con la palpebra che scende a chiudere il pozzetto dal lato prodiero. è nuova da progetto anche la soluzione adottata per la timoneria, per la prima volta su un Itama in posizione centrale, e sopraelevata rispetto al pozzetto, in modo da avere una perfetta visibilità a 360 gradi.

Quanto al pozzetto, è veramente importante, con tavolo centrale che si apre a quadrifoglio, circondato da divani che scorrono, avvicinandosi fino a costruire un accogliente spazio-pranzo per dodici persone. Una piccola cucina completa di frigo è sul lato di dritta, pronta a realizzare stuzzichini e piatti caldi senza impegnare la cucina principale. Un mobile posto a poppa della timoneria, inoltre, contiene un grande schermo LCD che si solleva per l’intrattenimento degli ospiti. Ancora più a poppa, infine, un grande prendisole è ricavato sul tetto del garage, dove una gruette movimenta il tender e una moto d’acqua. Dopo, non c’è che la spiaggetta per il bagno, con scala e passerella idraulica.

Gli interni prevedono una soluzione a tre o quattro cabine, tutte con bagno dedicato. L’armatore ha la sua suite - è riduttivo definirla cabina - situata a centro barca, tanto spaziosa da alloggiare perfino una “chaise longue” sul lato sinistro, mentre un salottino con tavolo e sedie è a destra. Due grandi finestre sagomate a dritta e sinistra offrono un contatto diretto con l’esterno, sia in porto, sia in navigazione. A prua una seconda matrimoniale offre un’accoglienza molto simile a quella dell’armatore, anche qui con ampio locale bagno e doccia separata. Le altre due cabine hanno una sistemazione differente per meglio rispondere alle esigenze degli ospiti: una ha i letti a castello, l’altra due gemelli. Non manca naturalmente un alloggio con due letti e bagno per l’equipaggio, cui si accede sia dalla cucina principale, a centro barca (accanto alla dinette interna), sia da un tambucio in pozzetto, accanto alla timoneria.

Prestazioni, lusso e comfort nell’Itama SeventyFive sono la sintesi tra lo stile originario del cantiere e la voglia di sviluppare soluzioni tecnologiche e innovative.

IN SINTESI:
Veloce, maneggevole e morbida sull’acqua, l’ultima creazione di Itama ha anche una grande stabilità di rotta. Nella cabina armatoriale, mentre la barca viaggia a più di 35 nodi, il rumore dei motori è ridotto ad un sommesso brontolio e fuori il rumore più forte che si avverte è quello del vento.
In porto l’ormeggio è facile, compatibilmente con le dimensioni importanti dello scafo, la posizione sopraelevata e centrale della timoneria ha un ruolo determinante per facilitare il compito di chi è ai comandi. I motori gestiti attraverso le due manette elettroniche rispondono prontamente e a far ruotare la barca provvede una potente elica di prua.

IL CANTIERE

Nato nel 1969 a Roma, proprio sulle sponde del Tevere, da un’idea di Mario Amati, Itama ha realizzato sempre barche a motore veloci e dalle linee tirate, ispirate a quelle degli scafi americani Magnum. Nel 2001 Amati cede la conduzione al Fondo Opera, che lo gestisce fino al 2004. Successivamente interviene il Ferretti Group, che lo rileva, affidandolo direttamente alla Pershing, un altro marchio del Gruppo. E qui termina la storia romana di Itama, che si trasferisce subito proprio nella vecchia sede di Pershing, a Mondolfo (Pesaro), continuando nella produzione del Forty e del FiftyFive.








vista da poppa dell’ampio pozzetto dotato di comodi divan


la prima timoneria centrale per un Itama, garantisce una visibilitĂ  a 360



L’Itama SeventyFive in navigazione. Due motori MTU da 1823 Hp lo spingono a una velocità di crociera di 38 nodi e a una massima di 43. Il cantiere ha anche in progetto una versione VHP con due motori da 2400 Hp per sfiorare i 60 nodi



la vasta area abitabile a prua della timoneria che distingue lo yacht e che contiene gli scalini per l’accesso al ponte di prua e, a destra l’ingresso degli interni.



l'ingresso della cabina con l'ampia e luminosa dinette



la suite armatoriale, posizionata a centro barca



la cucina con design moderno, spazi e funzionalitĂ 


SCHEDA TECNICA

Materiale di costruzione:
Carena:
V profondo
Lunghezza fuori tutto:
m. 23,54
Larghezza:
m. 5,92
Pescaggio max:
m. 1,94
Dislocamento medio:
T. 48,50
Posti Letto:
8+2
Serbatoio carburante:
l. 5.500
Serbatoio acqua:
l. 1000
Motori:
Hp 2x1823 MTU
Propulsione:
eliche di superficie
VelocitĂ  max:
43 nodi
VelocitĂ  di crociera:
38 nodi
Categoria di omologazione:
Progetto:
Marco Casali

Itama Spa
Via Terragneta, 72
80058 Torre Annunziata (NA)
tel. 081/5378491


Dealer Italia:
MoMa Italia srl
Roma - Tel. +39 06 4115206
Email: info@momaitalia.com

Prezzo:
Euro 3.050.000 + iva


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