Dorado 10-0 - Tanta qualitĂ fra le onde
Il Dorado in navigazione |
di Maurizio Caldera In coperta non mancano cuscini né prendisole e abbondano i tientibene. Un po’ stretto lo spazio tra timoneria e schienale, ma non è un passaggio: stabilisce, anzi, la distanza migliore perché il timoniere arrivi senza sforzo alle manette e alla ruota, restando ben piantato sulle gambe per contrastare i colpi delle onde. A proravia della timoneria, un grande gavone può contenere di tutto (potrebbe anche servire come seconda cabina), mentre la grande ancora è in cubia e il salpancora sotto al coperchio del gavone prodiero. La timoneria, invece, contiene una vera cabina matrimoniale con wc nautico e serbatoio raccolta acque nere, all’insegna di una civiltà che ancora non si riscontra su tutti i natanti. Le possibilità del gommone in questa versione fuoribordo includono anche un secondo vano di grandissime dimensioni a poppa (una terza cabina? Si può fare), dove sono alloggiati i motori nella versione con piedi poppieri, e il coperchio è un pratico e largo prendisole. Nella panca con poggiaschiena per pilota e copilota, inoltre, sono installati una cucina con lavello e un frigo: un’altra conferma che siamo già su una dimensione di battello adatto per crociere di due o tre giorni. Provato nelle acque antistanti Portovenere (La Spezia) in una giornata con nuvole e mare fastidioso, il Dorado ha raggiunto facilmente i 35 nodi e, soltanto dopo aver ancora aumentato la velocità , ha iniziato ad avvertire le onde, ma abbiamo toccato i 46 nodi: punta non da poco, anche se i due fuoribordo Evinrude E-Tec due tempi da 300 cavalli avevano ancora scorta di potenza da esprimere. Allestito con tutti gli accessori, il Dorado 10.0 viene venduto in package attraverso la rete distributiva di Italmarine a poco più di 150 mila euro. La versione in acqua aveva il T-Top optional, molto utile navigando con tempo incerto, e una strumentazione particolarmente completa. Un battello, ci sembra, che non abbia nulla da invidiare a quelli di lunghezze superiori. Molto manovrabile al minimo, l’ammiraglia dei Dorado ha tubolari alti sull’acqua, che non si immergono nemmeno in posizione statica. I motori sono gestiti da manette elettroniche con trim per trovare il giusto assetto in ogni condizione di carico e di mare. Spingono presto e bene, tanto che il tempo d’ingresso in planata è di circa 3 secondi e mezzo, mentre la velocità minima di planata è poco inferiore ai 20 nodi, con un consumo misurato dagli strumenti di bordo stabilizzato a circa 30 litri/ora per motore. A quasi 6 mila giri e 51 nodi, con due sole persone a bordo, il consumo è invece di 200 litri/ora complessivi, ma dopo i 45 nodi non si deve esagerare col trim, altrimenti il battello innesca quelle oscillazioni che sono tipiche di quando si forma il cuscino d’aria sotto alla carena. Compresso dalla velocità , il flusso in carena riesce a sollevare il gommone, rendendolo instabile e costringendo il pilota ad abbassare i piedi dei motori. Ma Dorado 10.0 non è soltanto velocità in mare, molto più importante è la sua capacità di viaggiare oltre i 30 nodi con onde di due metri e più. Per quanti volessero esaltarne la manovrabilità , inoltre, tra gli optional figurano anche elica di prua e di poppa, accessori di solito disponibili solo su barche più grandi. IL CANTIERE La Nautica CAB ha sede a Rodano (Milano), fondata nel 1985 da Vincenzo Caputo (dopo l’esperienza in Asso, marca già nota nel settore dei gommoni, prima tradizionali, poi con carena in VTR). Dopo un periodo di produzione di barche off-shore, dal 2000 ha iniziato a produrre battelli medio-alti. Piccoli numeri all’inizio (30-40 barche), oggi in crescita. La filosofia aziendale mira a produrre battelli di sostanza, con un’attenzione particolare alle innovazioni utili a migliorare le prestazioni e la durata. I Dorado sono tra i battelli che mantengono di più il valore dell’usato. www.nautica-cab.it www.italmarine.it |
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