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Vismara 55 - Fast Cruiser di razza

Vismara 55 - Fast Cruiser di razza

Agosto 2010 | Autore: Redazione Blumag
Supertest
Dalla matita di Alessandro Vismara e del suo studio, è nato questo nuovissimo 55 piedi, con lo stile e le forme che negli anni hanno fatto la fortuna dell’omonimo cantiere viareggino. Una delle peculiarità dei progetti a firma Vismara è stata da sempre la coerenza nel design, che si traduce in precisa identità e forte personalità: non è possibile trovare un modello anonimo e non è possibile non riconoscere un Vismara tra cento scafi in mezzo al mare. E questo 55 non fa eccezione. Anzi, tutte quelle soluzioni, stilistiche e tecniche, che negli anni hanno accresciuto il bagaglio d’esperienza della Vismara Marine oggi trovano la più naturale finalizzazione nei recenti progetti.
Perciò, ancor prima di vedere e provare la barca, informandoci preventivamente sulla sua destinazione d’uso, ci aspettavamo di trovare un’unità elegante, ricca di comfort e semplice da condurre anche in equipaggio ridotto grazie a tutte quegli ausili che rendono la vita a bordo facile, dall’ancoraggio alla navigazione.Il primo committente che ha dato inizio alla serie dei nuovi 55, nell’ordinare la sua barca, ha avuto le idee chiare: uno scafo veloce, prevalentemente destinato alla crociera veloce, ma con il quale si possa anche partecipare a qualche regata, in grado perciò di un trasformismo opportuno in questi casi; in definitiva, riuscendo a passare senza troppi traumi da comoda barca da crociera familiare a grintoso racer. E, di fronte a tali richieste, Alessandro Vismara ci va a nozze.
A Viareggio, a pochi metri dalla sede della Vismara Marine, il 55 è giĂ  in acqua all’ormeggio. Osservandolo dall’esterno le aspettative non sono tradite: le linee sono inconfondibilmente Vismara. Sopratutto, vicine ai progetti piĂą recenti che vedono una certa predisposizione a creare forme squadrate e lineari, così come vogliono le ultime tendenze del design. Ma anche in questo Vismara trova sempre una sua originalitĂ , non cadendo nel banale. Testimone ne è la tuga, accattivante nella sua forma prismatica e, anche se di dimensioni importanti, per niente invadente: si integra perfettamente nella linea complessiva dellacoperta, con un sorprendente senso di proporzione e di equilibrio architettonico. A renderla ancora piĂą leggera all’occhio è la lunga finestratura laterale che, senza interrompersi, gira tutt’intorno; come Le Corbusier nella sua mitica Ville Savoye, qui con una tale apertura senza soluzione di continuitĂ  si è riusciti a ottenere un grande effetto di allegerimento della struttura e, al contempo, un beneficio all’interno dove si gode di un’ottima luminositĂ  e di una buona visuale verso l’esterno.

Salta agli occhi anche il grande pozzetto, organizzato con due divani in linea dedicati agli ospiti e, a poppavia, una zona prettamente di manovra con due ruote timone e quattro winch, due principali per le scotte e due motorizzati - a portata di mano del timoniere - per qualsiasi altra necessitĂ , dalle drizze alla scotta della randa.

La fibra di carbonio regna sovrana: scafo, albero, boma, ogni elemento è così re alizzato, dando a intendere che uno degli obiettivi principali sia stato il contenimento dei pesi e, contemporaneamente, la massima efficienza di strutture e attrezzatura.

Tutta la cellula è realizzata utilizzando ogni elemento, dalle paratie agli arredi, come ausilio strutturale, progettando cioè ogni cosa come facente parte di un’unica scocca integrale e riuscendo così a ottimizzare tutto in chiave rigiditĂ , affidabilitĂ , leggerezza.

Inoltre, questo tipo d’impostazione, rende possibile anche un’industrializzazione degli impianti, semplificandone allestimento e manutenzione, e azzerando gli sprechi tipici dell’improvvisazione.

Le manovre in pozzetto sono concentrate ma rispettose delle giuste distanze, onde evitare intralci e per offrire gli spazi corretti a un equipaggio piĂą numeroso durante una regata. Sempre in pozzetto, generosissimo Ă¨ lo spazio destinato ai gavoni: uno posto tra i due divani è dedicato alla zattera autogonfiabile; altri, dietro le ruote del timone, sono molto ampi, pronti a contenere ogni tipo di accessorio, e si collegano con un grande garage per il tender ricavato sotto il piano di calpestio, accessibile dall’apertura dello specchio di poppa che ha anche la funzione di spiaggetta.

L’albero - poggiato in coperta, a due ordini di crocette acquartierate - è realizzato dalla King Composite, così come il bel boma di taglio park avenue, comodo per contenere la randa in ammainata con l’ausilio di un funzionale lazy jack. Le sartie in tondino d’acciaio - ovviamente, è possibile averle in PBO o in carbonio - sono applicate a murata, lasciando completamente liberi i passavanti e migliorando non poco il controllo della flessione laterale del palo principale. D’altro canto, il tipo di piano velico lascia liberi di adottare tale soluzione, visto che la sovrapposizione tra fiocco e randa è praticamente nulla. Elegante la scelta di materiali, colori e finiture, effettuate di comune accordo con l’armatore, con prevalenza di bianco, grigio e nero. Il rivestimento in teak della coperta Ă¨ sapientemente gommato con uno stucco chiaro che ne accresce la luminositĂ  e che, come effetto pratico, scalda meno sotto il sole estivo. Tutti gli osterigi sono allestiti a filo di calpestio.

Colori ripresi anche sottocoperta, tranne che per l’essenza di quercia sbiancata usata per gli arredi ben contrastata dal wengè dei paglioli, in un’elegante effetto cromatico.

Nel layout - anche questo in perfetto stile Vismara - esemplare la simmetria e la distribuzione dei pesi: il motore è sistemato al centro barca sulla verticale del bulbo e sotto un grande vano che si trasforma all’occorrenza in tavolo del quadrato; in asse e concentrati in basso, anche serbatoi e batterie.

La dinette è completata da due divani lineari sulle murate e, piĂą a prua, dalla cucina separata in due parti: a dritta il corpo cottura, a sinistra lo spazio dedicato al frigo.

All’armatore è riservata tutta la parte della barca a pruavia della paratia su cui poggia l’albero: una cabina con due cuccette gemelle attaccate alle murate e, piĂą a prua, il bagno riservato con il vano doccia separato.

A poppa della dinette, due cabine identiche, ciascuna con una coppia di cuccette gemelle e un bagno.

Infine, a proposito di impianti, sotto la scala di accesso dal pozzetto ha trovato posto il boiler e tutte le pompe di servizio, in uno spazio tecnico di facilissimo accesso.

Tutta la gestione della barca, dai servizi agli impianti, dai dati del motore a quelli della navigazione, è concentrata in un computer visualizzabile tramite un monitor in dinette e due schermi impermeabili in pozzetto posti in corrispondenza delle ruote del timone. Per quanto ci riguarda, riteniamo che gli interni, pur essendo estremamente eleganti e apprezzandone molto la linearitĂ , siano troppo spigolosi e che, perciò, potenzialmente pericolosi in navigazione con condizioni di mare agitato.

In mare, il Vismara 55 trasmette subito una sensazione di sicurezza. La bolina è stabile e il passo regolare, con una buona capacitĂ  di mantenimento della velocitĂ :

la barca sbanda e si poggia bene sullo spigolo dello scafo, voluto per sfruttare al massimo la lunghezza al galleggiamento e ottimizzare le prestazioni: con 10 nodi di vento, mantiene agevolmente un angolo reale di 44 gradi e una velocitĂ  di 7,6 nodi. Non comprendiamo, però, il motivo per cui le rotaie del fiocco - e, quindi, il suo punto di scotta - non siano state applicate a contatto con la tuga, con un guadagno di oltre 15 centimetri verso il centro barca e i relativi miglioramenti dell’angolo di bolina e dell’efficienza del canale tra fiocco e randa. Iniziamo a effettuare una serie di virate, testando le capacitĂ  della barca in manovra:

il passaggio di mura è progressivo, agile, leggero sull’acqua; in rapporto al dislocamento dell’unitĂ , la velocitĂ  ha un decadimento nella norma e, in uscita, un’accelerazione molto soddisfacente.

Ma, il Vismara 55 da il meglio di sĂ© nelle andature portanti, con il Code 0 armato con un sistema avvolgibile murato poco a pruavia dello strallo, e con il gennaker murato all’estremitĂ  del lungo bompresso.

Le velocitĂ  salgono pur mantenendo un ottimo comfort generale grazie all’estrema stabilitĂ  della barca. Molto buona la prontezza di risposta del timone, sensibile e reattivo al punto giusto.

Rientrando in porto, lasciamo il pozzetto per scendere sottocoperta e rilevare la rumorositĂ  del motore: considerando la sua posizione al centro della dinette, evidentemente gode di un’eccellente coibentazione acustica visto che è possibile discutere senza dover alzare la voce per farsi sentire.

Nelle cabine, sia a prua sia a poppa, a porte chiuse, l’acustica è fantastica e il motore Ă¨ solo un lontano ronzio.


Scheda

MATERIALE COSTRUZ.: carbonio + resina

epossidica

LUNGHEZZA F.T.: m. 18,14

LUNGH. AL GALLEGG.: m. 15,04

BAGLIO MAX.: m. 4,19

PESCAGGIO: m. 3,00

DISLOCAMENTO: kg. 10.500

PESO ZAVORRA BULBO: kg. 4.500

SUPERF. RANDA: mq. 93,00

SUPERF. GENOA: mq. 62,00

SUPERF. CODE 0: mq. 110

SUPERF. GENNAKER: mq. 220

CABINE: 3

POSTI LETTO: 6/8

MOTORE: Volvo Penta D2-75 (cv.75)

RISERVA CARBURANTE: l. 300

RISERVA ACQUA: l. 500

CATEGORIA CE: A

PROGETTO: Alessandro Vismara

CANTIERE: Vismara Marine

PREZZO: Euro 950.000 (IVA esclusa)




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