Galeon 530 - Il Galeone di Danzica

Proprio dalla famosa città anseatica, con la sua rinomata cantieristica navale, proviene questo Galeon 530, frutto delle maestranze del più grande produttore polacco di imbarcazioni da diporto.
Tradizione polacca che forse ad alcuni non dirà molto ma decisamente rinomata nel nord Europa, con origini che affondano addirittura nella storia medioevale.
Oggi Galeon, erede di quel blasone, costruisce oltre 1000 barche l’anno fra 4 e 20 metri.
L’esemplare di Galeon 530 che abbiamoprovato è un caso un po’ particolare.
Generalmente per i test in mare vengonomesse a disposizione imbarcazioni appenauscite dal cantiere, talvolta anche tropponuove e magari neppure tanto finite perl’esigenza di mostrare la novità alla stampa.In questo caso, invece, è stata fornitauna barca che è da un po’ nelle mani delvenditore italiano: imbarcazione nuova,utilizzata solo per le dimostrazioni, unasorta di chilometri-zero della nautica.
Il cantiere polacco si è affidato alla matitaesperta di Tony Castro, un notissimo progettistabritannico, autore di famosi scafi amotore e soprattutto a vela. Ha disegnatouna linea moderna ma non estrema, unabarca imponente, apparentemente piùgrande della realtà . Una delle caratteristicheche balza agli occhi è l’immenso flybridge con un rollbar-spoiler che arriva finsopra la plancetta di poppa.La poppa ha una pedana a sbalzo che puòospitare un tender di dimensioni adeguatealle esigenze della barca. Non c’è piaciutagranché la forma dei montanti laterali, disicuro effetto ma forse con una sporgenzache può essere aggressiva per le gambe dellepersone, un peccato però veniale.
Il pozzetto è ampio ma non enorme: si sonoprivilegiati altri spazi a bordo, ma il divanettoposteriore è comodo e nasconde benel’accesso alla cabina del marinaio.I passavanti sono comodi e difesi da unabattagliola ben realizzata dal Cantiereche costruisce in proprio anche gli acciaie ogni altro particolare della barca. Nonc’è teak ma la vetroresina è ben lavoratae le superfici antisdrucciolo ben realizzate.
Giunti a prua lo spazio a disposizioneè buono e sul prendisole (dotato di cuscineriae porta bicchieri laterali) si possono sdraiare anche quattro persone; resta spazioa sufficienza per lavorare bene sull’ancora(ottimo il gavone e ottime ancora ecatena, di serie in acciaio inox).
Tornati in pozzetto, saliamo sul fly bridge:la scala d’accesso è particolarmente comodae discretamente ampia. Una voltasopra si prende consapevolezza della suaampiezza: un posto di comando con duepoltroncine, un prendisole grande, un divanoper 6/8 persone che circonda un tavoloe una serie di mobili con cucina, frigoe lavello, arredano questo spazio. La vita abordo in esterno si svolge soprattutto qui,al riparo da sguardi indiscreti e con tuttii comfort.
È tempo di accedere dal pozzetto versol’interno, per un’analisi dei locali chiusi.
Qui Tony Castro ha voluto dare un taglioparticolare al layout degli interni. Passatala classica porta scorrevole in acciaio e vetro,troviamo a destra un divano che circondaun tavolo ribaltabile in cristallo; difronte, sul lato opposto, una seduta conalle sue spalle un mobile.pagina a fronte,in altola postazione di guida sul fly bridge,sottosempre sul fly la zona living,a destra in altoil grande spoiler-rollbaral centrola scala con la quale si accededal pozzetto al fly bridgein bassol’area prendisole ricavata sullatuga a pruavia del parabrezza
Verso prua il pavimento si rialza primadi passare alla zona centrale, caratterizzataprincipalmente dalla presenza del corpocucina che si apre verso poppa. È unadisposizione inusuale ma che consente achi provvede alla preparazione delle pietanzedi non essere relegato in un angolo edi poter partecipare a pieno titolo alla vitadi bordo. Disposizione che evidentementepredilige un uso familiare della barca.
La cucina ha un piano di lavoro in Corianben realizzato, come piano di cotturauna piastra ceramica a più postazioni esotto un forno, entrambi elettrici. I comfortci sono tutti, lavastoviglie compresa;d’altronde l’energia elettricità a bordo nonmanca, fornita da un potente generatoreda 11 KW.
Alle spalle della cucina è installata la planciadi comando, posta sull’asse longitudinalee servita da una grande poltrona dipelle (come tutta la selleria di questo Galeon530). Un cockpit dominato da unaruota del timone in pelle dal sapore un po’automobilistico, da alcuni schermi LCD eda una miriade di pulsanti che consentonodi tenere sotto controllo tutte le funzionidella barca, comprese le telecamereinstallate in sala motori e a poppa, entrambeutilissime.
Naturalmente tutte le principali funzionisono rinviate anche sul posto di comandodel fly bridge su cui però manca (ma, facilmenteinstallabile) lo strumento di controllodel livello carburante.
Dalla timoneria interna, la visibilità sull’esterno è notevole, sia verso prua tramitel’ampio parabrezza e i finestrini laterali,sia verso poppa grazie al livello del pianodi calpestio, rialzato di due gradini rispettoa quello del pozzetto e della dinette.
Ai lati della console di comando, sulla sinistrac’è un angolo pranzo con un tavoloin cristallo e da un divano per quattropersone, l’ideale per fare la prima colazioneal riparo dagli sguardi di chi passa inbanchina o soggiorna in pozzetto; dal latoopposto, sulla destra, si apre la discesasottocoperta. Da qui una breve scala conducea un piccolo disimpegno da cui si accedealle cabine e al bagno per gli ospiti,e in cui si trova, dietro un pannello, la lavatrice.Verso poppa - ma siamo a centro barca -la cabina armatoriale, che ha il letto matrimonialeposto in posizione decentrata:
ai suoi lati, un vanity con una poltroncinae un enorme armadio (peccato per l’altezza,
buona ma non completa). Lo spazioa disposizione è abbondante e le finiture decisamente buone, come in tuttala barca. Entrando in cabina, sulla destra,si trova la porta del bagno con il box docciaseparato, in entrambi i locali l’altezzaè ottima.
Tornando nel disimpegno, verso prua sientra nella cabina ospiti anche questa dotatadi letto matrimoniale con la testatarivolta a prua. Anche qui l’altezza incabina è buona e anche qui il letto è accessibiledai lati. A sinistra troviamo ungrande armadio mentre a destra uno piùpiccolo e una poltroncina che completal’arredo. Sempre a destra entrando c’è laporta che immette nel bagno (accessibilecome già detto anche dal disimpegno).Anche questo secondo locale bagno ha ilbox doccia separato e al pari dell’altro,sanitari a dimensione domestica. Bello ildesign della rubinetteria e gradevoli gliaccessori in teak, compresa la seduta nelbox doccia.
La cabina ospiti ha due letti che s’incrocianoe che sono più comodi di quantosembrino a prima vista: la loro disposizionelascia spazio a sufficienza per entrambigli occupanti.Ogni cabina ha l’aria condizionata e abordo è montato un climatizzatore da ben46.000 BTU.
In tema di cabine si deve tenere presenteche quella del marinaio, posta a poppaestrema e accessibile dall’esterno, è in realtà una cabina fruibile anche da uno o dueospiti, visto il letto a una piazza e mezza, ei comfort di cui è dotata. Anche qui le rifinituresono buone e solo il bagno è un po’più essenziale (l’altezza limitata della doccia costringe a star seduti), ma un giovanemembro della famiglia potrebbe apprezzarela privacy e la possibilità di entrare euscire senza correre il rischio di disturbarele altre persone a bordo.
D’altronde proprio la particolare disposizionedegli interni suggerisce che a goderedel Galeon 530 sia un armatore appassionatodi mare, protagonista in prima personadella conduzione della sua barca e che,perciò, fa volentieri a meno del marinaio.Uscendo dal porto abbiamo modo di notarecome la barca manovri bene anche facendoa meno dello stern thruster, di cuicomunque quest’esemplare è dotato; perdisimpegnarci dall’ormeggio non utilizziamoneppure l’elica di prua, in quantolo scafo risulta sufficientemente agile graziea un uso accorto delle manette.
Una volta in mare, i due Volvo da 775 cavalliciascuno spingono bene, in un’accelerazioneprogressiva ma, giustamente, nontravolgente. A circa 15 nodi si inizia a planare(1.600/1.700 giri), l’andatura è tranquilla,la scia pulita; spingiamo fino a 26nodi circa (2.100 giri) e cerchiamo di fareevoluzioni sulle nostre stesse onde, vistoche il mare è una tavola, per provarecome reaggisce sul passaggio. Non usiamoi flap, non sono necessari, la barca navigabene già così sulle sue linee naturali. Il passosull’onda è morbido, merito del disegnodella carena e probabilmente, anche delle27 tonnellate di dislocamento. Portiamo igiri fino a 2.700, fino a raggiungere la velocità massima di 31 nodi: ottimizzando laposizione dei flap si potrebbe aggiungerequalche nodo, ma a che servirebbe? Lo scaforimane stabile e procede con regolarità .
Rumorosità e vibrazioni, abbondantementenella norma.
Infine, torniamo alla velocità di crocera perrilevare i consumi: circa 200 litri l’ora; nonmale considerando peso e dimensioni.
In sintesiIl Galeon 530, si rivolge a chi desidera un motoryacht di sostanza,ben realizzato e concepito; a chi, poco sensibile al richiamo dimarchi più alla moda, è appassionato di mare e vuole goderne confamiglia e amici. Le finiture sono diffusamente buone e l’esemplarein prova non ha risentito in modo vistoso dei 18 mesi trascorsidalla sua costruzione, segno di una buona qualità di materiali ecostruzione.
Galeon 530
Scheda
Materiale costruzione: VTR
Lunghezza f.t.: m. 16,20
Baglio max: m. 4,70
Pescaggio: m. 1,38
Dislocamento: kg. 21.500
Motori: n.2 Volvo Penta D12-800 (cv.775)
Potenza: cv. 1.550
Velocità crociera: nodi 25
Velocità max: nodi 31
Riserva acqua: l. 550
Riserva carburante: l. 2.200
Autonomia crociera: ore 11
Posti letto: 6 (in 3 cabine)
Posti equipaggio: 2 (in 1 cabina)
Portata persone: 12
Categoria CE: A
Progetto: Tony Castro
Cantiere: Galeon
Prezzo: Euro 950.000 (IVA esclusa) *
* esemplare in prova a “Miglia Zeroâ€:
Euro 680.000 (IVA esclusa)
www.polimarine.it
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