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Rhéa 35 Open

Rhéa 35 Open

Novembre 2011 | Autore: Redazione Blumag
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l cantiere Francese, che abbiamo infatti fino ad oggi apprezzato per i suoi ricercati trawler di alta gamma, pone sul mercato un’imbarcazione dallo stile e dal layout del tutto originale.

Osservandola dalla banchina si ha immediatamente una sensazione di eleganza e sobrietà; le linee generali, l’organizzazione molto conviviale degli spazi e l’abbondanza di particolari ricercati omogeneamente distribuiti nell’allestimento, ci suggeriscono sensazioni e atmosfere da epoca felliniana.

InformalitĂ  en plein air

La pianta della barca non lascia alcun dubbio sulle intenzioni degli architetti Rhea: gli ospiti e la convivialità al centro di tutto. L’ampia dinette con divano ad U, tavolo centrale e divano contrapposto, originalmente posta a pruavia della plancia, si contrappone in un equilibrio visivo al comodo prendisole di poppa che rimane, per quanto possibile su un’imbarcazione di 35 piedi, in una zona defilata e riservata della coperta. La plancia, posta centralmente e sopraelevata rispetto al piano di coperta, non invade in alcuna maniera né la convivialità del salottino di prua né la riservatezza del prendisole a poppa, peculiarità che collocano il Rhea 35 come ottima imbarcazione armatoriale con equipaggio. Grande sorpresa nel trovare, con accesso laterale alla plancia, oltre ad un bagno, una cabina con letto ad una piazza e mezza comoda ed utile per un confortevole ricovero pomeridiano. Quello che colpisce tuttavia a bordo del Rhea 35 è l’abbondante uso di materiali e particolari architettonici di alto livello: capodibanda e paiolato in teak massello, particolari in acciaio inox lucido così come bitte e passacavi che risultano inoltre ottimamente posizionati e ben dimensionati. Fermo restando quanto sopra, la destinazione di questa imbarcazione rientra sia nell’universo tender di altissima gamma, sia nelle imbarcazioni per la navigazione in aree costiere ricche attrazioni naturali e sia come “tender a mare” di importanti proprietà costiere.

In navigazione

La prova a mare ha svelato un carattere veramente deciso dell’imbarcazione che con una coppia di Volvo Penta 260 cv acquisisce una grinta non comune a questo tipo di unità.

Al minino riusciamo a mantenere una velocità di 5,4 nodi che risulta ottimale per l’approccio silenzioso in contesti naturali particolari o anche per l’avvicinamento non invadente nelle affollate calette estive.

La velocità minima di planata di 13 nodi conferma l’indole sobria dell’imbarcazione che si pone, come già evidenziato, come ottimale per la navigazione in aree in cui la natura e il contesto generale invitino ad una piacevole, sobria e lenta navigazione.

Affondando sulle manette si apprezza una potenza piacevole e facile da gestire. Lo scafo raggiunge facilmente la velocità di crociera di 29 nodi alla quale, come nostra consueta abitudine, ci soffermiamo, timone alla mano, per percepire i comportamenti dello scafo. Innanzitutto la seduta in plancia che risulta comoda ed ergonomica con tutti i comandi e gli strumenti necessari per la navigazione a portata di mano anche se sarebbe necessario un riposizionamento delle manette dei motori che rispetto alla seduta pilota sono posizionate troppo in basso e, vista la loro estrema sensibilità, non ne è facile la giusta modulazione.

La ruota del timone è ben progressiva e, vista la sua istallazione piuttosto verticale, risulta molto istintiva nelle virate e nella tenuta della rotta rettilinea. La prua è ferma sul rilevamento impostato e anche durante il passaggio sull’onda non accenna a comportamenti fastidiosi. La visuale, anche grazie alla posizione sopraelevata della plancia rispetto al piano di coperta, è ottima anche in presenza di persone… per saperne di più abbonati a Blumag!


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