Montecarlo 65

Montecarlo Yachts è un cantiere molto particolare. Pur avendo management italiano e produzione in Italia (a Monfalcone), l’azienda appartiene al gruppo Beneteau che l’ha fondata un paio d’anni fa in controtendenza rispetto al momento difficile che sta vivendo la nautica europea.
I motivi sono molti, a partire dal desiderio di entrare in un segmento, quello dei motoryacht di lusso, la cui redditività potrebbe essere buona sui mercati extraeuropei. E’ comunque una scelta coraggiosa che rende onore all’imprenditorialità francese e alla capacità creativa e tecnica italiana.
Questo Montecarlo 65, secondo modello del cantiere dopo il 76 presentato lo scorso anno, s’inserisce in un mercato difficile e molto affollato: quello dei 20 metri.
Ma Montecarlo Yachts ha una filosofia tutta particolare per emergere in questo combattuto segmento: mentre molti cantieri sono arrivati per gradi a dimensioni di questo tipo, partendo da barche più piccole e meno impegnative, Montecarlo pensa ai megayacht e fa un “downgrade” puramente dimensionale; il Montecarlo 65 è, infatti pensato, progettato e costruito come un megayacht di lusso. Un lusso percepito chiaramente ma non ostentato, a partire dalle linee moderne ma di chiara ispirazione classica: la prua alta e svasata, senza pulpito, è per esempio bellissima, oppure gli oblò tondi di reinterpretazione del classico occhio di bue dall’aspetto molto marinaro. Il design è dello Studio Nuvolari & Lenard che nel settore ha una esperienza grandissima. Se questo “luxury appeal” è la prima cosa che colpisce, andiamo a scoprire meglio com’è questo interessante Montecarlo 65 tralasciando, per una volta, le descrizioni dettagliate che affidiamo alle fotografie a corredo dell’articolo, per concentrarci invece su una serie di dettagli che non si vedono a prima vista ma che sono importanti. Innanzi tutto il procedimento di costruzione, che avviene per infusione delle resine, garantendo una distribuzione ottimale e una qualità complessiva superiore. Il cantiere ha adottato, per tutti i suoi modelli, un processo di costruzione molto innovativo e molto complesso, che azzera le operazioni di aggiustaggio a bordo e consente di raggiungere standard qualitativi di eccellenza, perché le tolleranze di assemblaggio sono contenute nell’ordine del millimetro. Dal punto di vista funzionale notiamo come dal ponte portoghese (quello spazio calpestabile e riparato di fronte alla plancia di comando) si passi all’estrema prua attraverso un passaggio centrale che separa due zone prendisole/lounge; qui il design ha permesso un ribassamento del pavimento di prua, tale da permettere di effettuare le manovre comodamente in piedi, come avviene sulle barche più grandi. A poppa ancora un elemento da barca di più grande dimensione: la porta di accesso diretto dalla piattaforma di poppa alla cabina marinaio e alla sala macchine. Sempre all’esterno il flying bridge può essere utilizzato anche nelle ore più calde grazie alla copertura offerta dal T-Top in carbonio, di cui si può liberare un’ampia porzione attraverso un e soft - top ad apertura elettrica. Gli interni di questo Montecarlo 65 sono curatissimi e vi dominano le essenze di noce e rovere grigio, con inserti in cuoio marrone e grigio, qualche accenno di lacca e tessuti preziosi di Armani Casa e Rubelli. Il layout prevede tre cabine: l’armatoriale posta a centro barca, a tutto baglio che è fra le più grandi della categoria e altre due cabine (tutte con bagno privato), la cabina VIP con letto matrimoniale e la cabina ospiti con letti gemelli. Per saperne di più abbonati a Blumag!
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