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Messico

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Maggio 2011 | Autore: Redazione Blumag
Viaggi
 

I conquistatori spagnoli, avvicinandosi alla costa di Tulum, videro una linea spumosa di onde rompere sulla barriera corallina, l’azzurro unico del mare caraibico e una spiaggia bianchissima dominata da un’imponente scogliera calcarea con le misteriose costruzioni maya. Ancora oggi, arrivando dall’oceano, ai nostri occhi si presenta lo stesso spettacolo, rotto solo qua e là dai caratteristici tetti di foglie di palma (palapas) degli hotel della zona, che non disturbano più di tanto la magia delle uniche rovine maya sulla riva del mare.

Situata nella penisola dello Yucatan nello stato di Quintana Roo, Messico, Tulum si trova a circa 120 chilometri a sud dell’aeroporto internazionale di Cancun e a 40 chilometri a sud di Puerto Aventuras, il porto turistico più vicino e attrezzato per chi arriva in barca. Il suo antico nome era Zama, che in maya significa “aurora”, perché dall’alto della scogliera riceveva i primi raggi del sole nascente. In seguito fu chiamata Tulum, che vuol dire “barriera” o “muro”, a causa delle fortificazioni che la rendevano un porto sicuro per i traffici della vicina Cobà. Grazie alla sua posizione unica, la zona archeologica di Tulum è la terza più visitata del Messico, dopo Teotihuacan e Chichen Itza.

Le rovine, però, non sono l’unica attrazione di questo tranquillo villaggio di pescatori, raggiunto solo recentemente dallo sviluppo turistico: un altro richiamo irresistibile è la spiaggia, che si estende a perdita d’occhio, ancora incontaminata e priva di grandi costruzioni; uno scenario perfetto per nuotate, passeggiate o praticare sport acquatici come il kite surf, lo snorkeling e le immersioni subacquee.

Il kite surf trova a Tulum un ambiente ideale grazie alla presenza di due elementi chiave: il vento e le onde. Con un corso di addestramento di poche ore, presso una delle numerose scuole sulla spiaggia, s’impara a manovrare la tavola e l’aquilone (kite o ala) per lanciarsi in salti spettacolari sulla cresta delle onde.

Lo snorkeling può essere praticato sottocosta sulle piccole macchie di corallo lungo la battigia, però è preferibile un tour guidato in barca sui punti più belli della barriera corallina, pieni di coloratissimi pesci tropicali e con una vista unica del sito archeologico dal mare.


I subacquei troveranno una decina di siti d’immersione molto gradevoli a pochi minuti di barca, dove potranno ammirare i tipici coralli caraibici, la colorata vita bentonica e, con un po’ di fortuna, barracuda, tartarughe, razze e aquile di mare. La zona migliore è un fondale sabbioso con alti ed estesi pinnacoli corallini intorno ai 10-15 metri di profondità. Tra i 25 e i 40 metri ci sono canaloni di corallo pittoreschi e incontaminati, ma la quantità di pesce diminuisce sensibilmente. Per i più esigenti, la vicina Playa del Carmen e l’isola di Cozumel, offrono una varietà maggiore di punti d’immersione e di vita marina.

L’attrazione speciale della zona sono i famosi cenote, le grotte d’acqua dolce che punteggiano la penisola dello Yucatan come i buchi di un gigantesco formaggio svizzero. La parola cenote deriva dal maya dzonot, “pozzo sacro”, che evidenzia la sacralità attribuita alle uniche fonti d’acqua dolce di quest’area. La loro storia geologica affonda le sue radici nelle ere glaciali e nel processo di emersione della penisola dello Yucatan sopra il livello del mare. Il corallo che la ricopriva si fossilizzò in un sedimento calcareo molto poroso, attraverso cui l’acqua piovana filtrò profondamente nel terreno e si raccolse sopra un livello di rocce meno permeabili, in uno strato denominato falda freatica. In alcuni punti la crosta superficiale del calcare s’indebolì e crollò, aprendo delle “finestre” naturali sulla falda acquifera sottostante: i cenote. Le glaciazioni prosciugarono queste cavità per lungo tempo, consentendo, attraverso le goccie di umidità che filtravano dal tetto e le correnti d’aria che solidificavano i minerali in esse presenti, la formazione di straordinarie strutture di stalattiti e stalagmiti. Al termine dell’ultima era glaciale la maggior parte delle grotte s’inondò definitivamente, “intrappolando” un tesoro straordinario costituito da architetture mozzafiato di concrezioni rocciose, ossa di animali preistorici e resti di esseri umani. Immergersi in queste acque cristalline e tiepide (25° C) è come un viaggio in un’altra dimensione in cui l’elemento liquido sembra non esistere; ci si sente magicamente sospesi fra le formazioni e i pittoreschi giochi di luce creati dai raggi del sole. In alcuni cenote si può vedere lo straordinario fenomeno dell’aloclino, mescolanza fra acqua dolce e salata causata dall’infiltrazione del mare nell’entroterra attraverso le porosità della roccia calcarea, che crea indescrivibili effetti ottici. Le immersioni in caverna (zona iniziale della grotta, priva di restrizioni e da cui è sempre possibile vedere la luce) sono condotte da guide certificate full cave in gruppi di massimo quattro subacquei e richiedono solo il brevetto Open Water Diver (primo livello) e un discreto controllo dell’assetto. Intorno a Tulum una quindicina di cenote soddisfano la definizione di caverna: in genere, la loro profondità non supera i 10-12 metri, ma alcuni più profondi (m.40) richiedono un livello avanzato. Fra i più interessanti ricordiamo Dos Ojos, Gran Cenote, Tajmahal, Angelita e il Pit. Invece, i subacquei con brevetto di grotta hanno a disposizione molti sistemi con passaggi decoratissimi che si estendono per chilometri. Anche i non sub rimarranno affascinati dai cenote, dove potranno nuotare come in una piscina naturale, fare snorkeling per ammirare le stalattiti e le stalagmiti o, semplicemente, contemplare questi giardini acquatici lussureggianti e segreti nel cuore della giungla.


Altre escursioni da non perdere sono quelle alle rovine maya e alle città coloniali. La zona archeologica più importante nelle vicinanze di Tulum (km.45), è Cobà, sede della più alta piramide dello Yucatan, Nohoch Mul (m.42). Segue Ek Balam (km.120): scoperta recentemente e ancora sotto scavo, rimane al di fuori dei percorsi archeologici più battuti ed è pervasa da un’atmosfera unica e carica di mistero. Le rovine della grande città di Chichen Izta, una delle più importanti della cultura maya nel periodo epiclassico, comprendono numerosi edifici in un’area di 3 chilometri/quadrati: la piramide di Kukulkan (El Castillo), l’osservatorio astronomico (El Caracol) e il Tempio dei guerrieri, sono fra i più celebri. Il sito dista 270 chilometri da Tulum: può valere la pena trascorrere la notte precedente a Merida o a Valladolid, in modo da godersi l’affascinante atmosfera delle città coloniali ricche di storia e di sapori tipici dello Yucatan.

Per gli amanti della natura, Tulum offre due straordinari parchi naturali: la riserva delle scimmie di Punta Laguna e quella della Biosfera di Sian Ka’an. La prima, non lontana da Cobà, fa parte di un’area protetta di 5.367 ettari che ospita una grande quantità di scimmie ragno e urlatrici, giaguari, puma e oltre 200 specie di uccelli. Per essere sicuri di vedere le scimmie, è raccomandabile affidarsi a una delle guide locali, che conoscono gli spostamenti dei branchi nell’ampia zona del parco. La riserva della Biosfera di Sian Ka’an (“Porta del cielo”) si estende su un’area di 5.280 chilometri/quadrati a sud di Tulum ed è caratterizzata da una sottile striscia di sabbia che divide un’immensa laguna di mangrovie dall’oceano. Da alcuni punti si può godere lo straordinario spettacolo di luci e colori creato dalle “due acque”, che culmina nelle notti di luna piena quando il sole tramonta sulla laguna e la luna sorge dall’oceano. La riserva protegge la seconda barriera corallina più grande del mondo, innumerevoli specie di uccelli e altri animali. Il modo migliore per visitarla è un tour guidato in lancia o in kayak che permetta di scoprire gli angoli più remoti e incontaminati fra le isole di mangrovie, dove si possono osservare fregate, cormorani, pellicani e fenicotteri a pochi metri dal loro nido.

I buongustai non saranno delusi dalla loro permanenza a Tulum: ristoranti tipici messicani e internazionali, permettono di gustare dai sapori piĂą raffinati della cucina francese e italiana, a quelli piĂą piccanti dei piatti locali. Per gli amanti della vita notturna ci sono diversi bar di musica dal vivo sia sulla spiaggia sia in paese, ma per discoteche e locali la vicina Playa del Carmen offre una scelta piĂą variegata.

L’atmosfera speciale di Tulum cattura sempre il cuore di chi la visita. C’è persino chi finisce per trasformare la propria vacanza di poche settimane in una permanenza a tempo indeterminato, per sapere di più clicca qui

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