Il make up di un mito

Effettuare un refitting radicale su una barca “d’annata†è sicuramente un’esperienza entusiasmante. Facciamo attenzione, tuttavia, alle difficoltà e alle insidie che potrebbero presentarsi.
Il refitting totale o parziale di un’imbarcazione ha da sempre rappresentato argomento di animate e romantiche discussioni tra appassionati. Il rischio è però quello di perdersi tra progetti, fattibilità , materiali e cifre.
In questo articolo il “coccobill†rappresenta un ottimo esempio di lavoro perfettamente riuscito sia sotto il punto di vista tecnico che dell’equilibrio tra costi e benefici.
Passione e competenza.
Questi sono sicuramente gli ingredienti fondamentali per realizzare il sogno di veder rinascere da uno scafo malandato e polveroso una barca nuova e pronta per riprendere il mare in sicurezza e stile.
Non è poi così scontato il motivo che spinge tantissimi armatori ad intraprendere questo percorso che se non viene affrontato con partner adeguati e soprattutto con il giusto spirito, può facilmente tramutarsi in una spiacevole avventura. Il mercato del nuovo inoltre, come tutti sanno, offre in questo momento buone opportunità di acquisto di imbarcazioni anche di livello superiore a prezzi vantaggiosi, con il privilegio di non dover affrontare complessi lavori.
Non tutti sono però disposti ad accettare passivamente imposizioni tecniche e stilistiche dei vari produttori di imbarcazioni nuove. Seppure infatti negli ultimi anni (ancora più marcatamente nell’ultimo decennio) il mercato dei cantieri produttori di unità nuove abbiano investito moltissimo in ambito di ricerca ottenendo spesso, a ragione, tangibili risultati in termini di ergonomicità e sicurezza, l’industrializzazione dei processi produttivi hanno imposto una forte limitazione nella customizzazione e nella sartorialità del prodotto barca costringendo spesso gli armatori ad accettare compromessi, a volte tecnici a volte estetici, per l’acquisto del loro sogno.
È proprio quindi dal sentimento di non omologazione in termini estetici o tecnici che nasce lo stimolo ad intraprendere un’avventura tanto romantica quanto impegnativa che oltreoceano viene già definita “extreme makeoverâ€.
Passione
E’ vero, potrebbe apparire scontato. In effetti la passione è una qualità necessaria per affrontare qualsiasi progetto ambizioso ma non è un caso che l’abbia indicata come primo requisito per intraprendere la nostra avventura. E’ soprattutto la prima virtù di cui abbiamo bisogno quando, in fase di ricerca dell’imbarcazione adatta al nostro scopo, si passano probabilmente mesi interi, o addirittura anni, nel pellegrinaggio in cantieri, rimessaggi, parcheggi, semi cimiteri nautici o addirittura, per i più virtuosi, in onerosi viaggi verso le coste sud orientali degli Stati Uniti dove, in momenti di convenienza valutaria, si possono fare ottimi affari con imbarcazioni … per saperne di più abbonati a Blumag!
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