Volvo Ocean Race: Oltre i Doldrums, verso l’emisfero sud

Alicante, Spagna – 15 novembre 2011 – Sembrano essere passati relativamente indenni dalla zona delle calme equatoriali, i due leader provvisori della prima tappa della Volvo Ocean Race. PUMA con lo skipper americano Ken Read e Telefonica, con lo spagnolo Iker Martinez, hanno rallentato l’andatura ma non sono mai scesi sotto i dieci nodi di velocità , mentre gli inseguitori neozelandesi di CAMPER e i francesi di Groupama 4 hanno approfittato di buone brezze, e dell’effetto elastico creato dai Doldrums, per ridurre il distacco. Nelle prossime 36 ore i primi potrebbero passare l’isola di Fernando de Norohna per poi far rotta verso il traguardo di Città del Capo.
PUMA Ocean Racing aveva due buone ragioni per festeggiare questa mattina: il sorpasso ai danni dei rivali di TelefĂłnica e il passaggio senza gravi problemi in meno di 24 ore della temibile zona delle calme equatoriali. L’equipaggio guidato dal veterano statunitense Ken Read, che è stato protagonista di un vero e proprio match-race oceanico di oltre 2.000 miglia con il team spagnolo dello skipper Iker MartĂnez ha potuto mantenere sempre buone velocitĂ , mai inferiori ai 10 nodi, per oltrepassare praticamente indenne i Doldrums.
La minore velocità dei due leader ha concesso agli inseguitori di CAMPER with Emirates Team New Zealand dello skipper Chris Nicholson e Groupama 4 di Franck Cammas di poter recuperare spazi preziosi, recuperando diverse decine di miglia. All’ultimo rilevamento delle 13 GMT (14 ora italiana) dopo oltre 2.700 miglia percorse, PUMA poteva contare su un vantaggio di poco più di 6 miglia sugli avversari spagnoli, mentre CAMPER e Groupama 4 era distaccati rispettivamente di 128,5 e 273 miglia, ma potevano far affidamento su velocità più alte di qualche nodo. Nelle ultime 24 ore PUMA ha coperto 375 miglia, Telefónica 369, CAMPER 399 e Groupama ben 429.
Secondo Gonzalo Infante, metereologo della Volvo Ocean Race, “PUMA e Telefónica stanno entrando nell’inizio del flusso dell’aliseo di sud-ovest, ma saranno nel pieno dei venti favorevoli probabilmente solo domani. Gli alisei stanno influenzando le calme equatoriali più del solito e questa è la ragione per cui hanno i team hanno avuto meno problemi a uscire dai Doldrums. Le velocità scenderanno nella zona di calma, ma si può prevedere un passaggio relativamente veloce per tutte le barche. Vero è che i venti sono instabili ma sono presenti, non c’è una calma di totale.”
PUMA e Telefónica sono a meno di 100 miglia dalla metà del percorso della prima tappa e a 240 miglia dall’equatore geografico e, nelle prossime ore passeranno dall’emisfero nord a quello sud. Lasciatisi alle spalle la linea dei zero gradi, tutti i quattro team faranno rotta verso l’isola di Fernando de Noronha, distante altre 230 miglia e passaggio obbligato della prima tappa, al largo delle coste brasiliane. Dopo la “boa” saranno altre 3.300 le miglia da coprire prima di arrivare alla linea del traguardo di Città del Capo.
Come tradizione, a bordo delle barche della Volvo Ocean Race si sono svolti gli inevitabili riti scaramantici per coloro che passavano per la prima volta a vela la linea dell’equatore. “Vittime designate” i più giovani degli equipaggi, che devono presentarsi al cospetto del re Nettuno e della sua sposa e chiedere perdono per i loro peccati precedenti.
Intanto, lo scafo di Team Sanya, caricato su un cargo in partenza per il Sudafrica ha lasciato gli ormeggi questa mattina poco prima delle sei. Lo Skipper Mike Sanderson, è già a Città del Capo, insieme a altri componenti del team, per dare avvio ai lavori di produzione di una parte di scafo danneggiato durante le prime ore di regata, che verrà poi montata quando la barca arriverà via nave, ossia intorno al 28 novembre prossimo. Nelle prossime ore anche Azzam, lo scafo dell’Abu Dhabi Ocean Racing ritiratosi dalla prima tappa, lascerà il porto di Lisbona diretto in Sudafrica.
Per le ultime posizioni è possibile collegarsi alla cartografia online alla pagina: http://www.volvooceanrace.com/en/racetracker/rdc.html
Classifica provvisoria 15 novembre, alle ore 13:00 GMT
1. PUMA Ocean Racing powered by BERG (Ken Read) a 3829,4 miglia da CittĂ del Capo
2. Team TelefĂłnica (Iker MartĂnez), + 6,2
3. CAMPER con Emirates Team New Zealand (Chris Nicholson), +128,5
4. Groupama sailing team (Franck Cammas), +273, 4
5. Abu Dhabi Ocean Racing (Ian Walker), ritirato dalla tappa 1
5. Team Sanya (Mike Sanderson), ritirato dalla tappa 1
Voci dall’oceano:
Iker MartĂnez, skipper di Team TelefĂłnica: “Sono stati giorni molto intensi, siamo sempre vicinissimi a PUMA. Una volta sono avanti loro, una volta noi. Adesso se ne sono andati un po’. Dipende dalle nuvole, a volte da un cambio di vela… comunque è molto, molto divertente!”
Amory Ross, MCM di PUMA: “Dopo un paio di giorni facili, abbiamo avuto qualche momento più duro. Siamo riusciti a recuperare su Telefonica, ma il progresso non è stato senza drammi. Ovvio che il tempo così imprevedibile ci ha tenuto occupati, un sacco di cambi di vele e siamo tutti abbastanza stanchi. Sottocoperta si sta sempre peggio, con il caldo dell’equatore e l’umidità , i vestiti non si asciugano, si fa fatica a dormire e la vita in generale è meno rilassata.”
Ken Read, skipper di PUMA, riguardo ai riti dei giovani al passaggio dell’equatore: “I ragazzini avranno un paio di problemini con cui fare i conti, lascio dare ai veterani. L’ultima volta non è stato male, ma non sono sicuro che questa Rome e Amory saranno così fortunati. C’è bel tempo e i ragazzi sono nei guai…”
Damian Foxall, capo guardia su Groupama 4: “Abbiamo trovato due ragazzi che sono ben motivati e non si tireranno indietro, uno svedese e un francese, li ho visti in azione prima e non sono affatto male nel ruolo (di re Nettuno e della regina Merluzzo). Bisogna fare tutto per bene perché ne dipende anche il risultato della regata…” E sulla regata: “Non è finita e ne siamo ben coscienti, siamo parecchio indietro ma siamo preparati mentalmente. Il lavoro non cambia, dobbiamo andare veloci e riguadagnare il maggior numero di miglia possibile, per ora si tratta di una compressione della flotta, più che di una questione di velocità . E’ importante che la barca sia sempre al 100%, stare in contatto con gli altri, e quando arriviamo in Brasile magari si presenterà qualche nuova opportunità .”
Hamish Hooper, MCM di CAMPER: “Le cose vanno ragionevolmente bene per tutti noi su CAMPER. Camminiamo bene e cerchiamo di non lasciarci scappare Telefonica &
Puma, e Groupama adesso è circa 180 miglia dietro. Lo spirito è buono a bordo, soprattutto per quelli che sono già stati presentati al re e alla regina.. per noi due Adam (Minoprio) e io la cosa sembra sempre più come una nuvola minacciosa e nera che incombe sulle nostre teste… Adam sembra più rilassato di me, credo che sia ingenuo a pensare che gli altri no ci faranno niente di spaventoso. Vedo la luce della cattiveria nei loro occhi! Negli ultimi giorni ho cominciato a preoccuparmi per i miei compagni, non siamo nemmeno a metà e già incominciano a parlare di hamburger giganti, spero che riescano ad arrivare fino a Città del Capo dove Mike Pammenter dice che c’è un posto che serve hamburger da un chilo e mezzo e se lo mangi in 15 minuti vinci una maglietta.”
La Volvo Ocean Race in pillole
· La Volvo Ocean Race è partita dal porto spagnolo di Alicante lo scorso 29 ottobre e finirà a Galway, in Irlanda nell’estate del 2012.
· La regata toccherà i porti di Città del Capo in Sudafrica, Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti, Sanya in Cina, Auckland in Nuova Zelanda, Itajai in Brasile, Miami negli USA, Lisbona in Portogallo e Lorient in Francia.
· La prima edizione della regata, che si snodava su un percorso di 31,250 miglia si è svolta 37 anni fa, quando era conosciuta con il nome di Whitbread Round the World Race ed è considerata come la più difficile e impegnativa regata oceanica in equipaggio.
· L’edizione 2011-12 sarà l’undicesima della storia
-
//Non ci sono articoli correlati.




