Il Desirée

In un periodo di recupero della tradizione, della razionalità e della concretezza, forse unici valori da dover perseguire, abbiamo deciso di condurvi in un viaggio lungo un percorso che, attraversando periodi e figure storiche incredibili, giunge romanticamente ai giorni nostri. Protagonista e traghettatore di questo sogno è una meravigliosa barca a vela di venti metri che, come una macchina del tempo, ci condurrà lungo le varie fasi della sua vita cercando di farci percepire, un secolo dopo, le atmosfere ed i sentimenti vissuti. Accingiamoci quindi ad impostare, come in ogni macchina del tempo che si rispetti, la data iniziale del nostro fantastico viaggio: inverno 1912.
1912
Sicuramente un anno ricco di eventi importanti.
Il 1° gennaio viene fondata la Repubblica di Cina che, ad un secolo di distanza, avrebbe destato così tante preoccupazioni a tutto l’occidente industrializzato. Nella notte tra il 14 e il 15 aprile, durante il suo viaggio inaugurale, dopo aver avuto una collisione con un iceberg, affonda drammaticamente il transatlantico Titanic. In marzo Roald Amudsen fa ritorno in Norvegia dopo essere stato il primo uomo a raggiungere il polo sud.
In un contesto di tali eventi storici si inserisce la decisione, durante l’inverno, della famiglia Hohenzollern, quella per intenderci di Guglielmo II Re di Prussia e imperatore di Germania, di commissionare ad uno dei cantieri navali più prestigiosi e famosi dell’epoca, l’Anker & Jensen di Asker in Norvegia, un’imbarcazione a vela dalle prestazioni eccezionali.
L’intenzione degli Hohenzollern era infatti quella di poter possedere una barca da regata in grado di ribadire la loro supremazia anche nel campo velico, regatando contro le barche di altri sovrani, a sostegno e conferma del loro prestigio politico.
Il Sybillan (questo il nome originario della barca) viene varata nel 1913 tra gli onori e i fasti del caso. Il risultato appariva superlativo; dalla matita di Johan Anker e dalle maestranze del cantiere Anker & Jensen era scaturito un oggetto meraviglioso sia in termini estetici sia per le relative caratteristiche tecniche e sportive. Il Sybillan nasceva infatti come un cutter di 20 metri stazza internazionale, 12 metri al galleggiamento, con vele auriche e un dislocamento di 25 tonnellate, vero primato di quei tempi in cui a difficoltĂ le barche di pari grandezza riuscivano a scendere sotto le 30 tonnellate. Negli anni a seguire, sotto la proprietĂ di Carl D Danielsson, vinceva prestigiosi trofei anche oltre oceano difendendo i colori della Germania.
1928
L’imbarcazione giunge in Italia ribattezzata con il nome di “Scirocco” e arriva in dono a Mussolini.
La storia, o forse la leggenda, vuole che sia stato Hitler in persona a regalarla al duce. L’ipotesi, pur non avendo riscontri oggettivi, non appare priva di fondamento in quanto sembra che nei progetti del Führer ci fosse l’intenzione di partecipare alla Coppa America con un’altra imbarcazione: lo “Skagerrak”. Purtroppo, come tutti sappiamo, la celeberrima competizione velica veniva, proprio a causa della seconda guerra mondiale, sospesa e ripresa solo nel successivo 1958. Mussolini, a scopi propagandistici, ne cambia ancora una volta il nome che diveniva “Dux”. Tra il 1930 e il 1939 vince, sotto i colori Italiani, numerose regate internazionali stabilendo inoltre nuovi record di traversata.
Negli anni a seguire la barca viene messa a secco presso l’arsenale di Venezia ma maldestramente non vengono predisposte le giuste manutenzioni a carico di scafo e coperta che inevitabilmente subiscono danni ingenti. Nel 1943 durante lo sgombero dei padiglioni dell’arsenale ordinato dai tedeschi la barca viene frettolosamente messa in acqua ma, a causa delle condizioni dello scafo, affonda miseramente. Recuperata dal mare, il Dux, viene trasferita a Mazzorbo dove subirà inoltre, durante lo stazionamento a secco, l’umiliazione dei saccheggi. Arredi originali e attrezzatura di coperta vengono defraudati così come (forse per scopi bellici) tutta la zavorra del bulbo costruito, infatti, interamente in piombo.
1947
L’imbarcazione, ormai poco più di un relitto, subisce un nuovo profondo refitting da parte del suo nuovo armatore e viene ancora una volta rinominata questa volta in “Marisetta”.
Gli interventi, oltre al ripristino delle funzionalità e delle strutture, comprendono anche importanti e sostanziali modifiche. Innanzitutto il piano velico viene trasformato da cutter aurico a ketch, viene installato per la prima volta un motore e ripristinato il bulbo questa volta realizzato con una fusione di ghisa. Nei primi anni cinquanta la barca cambia di nuovo Armatore in Torquato Gennari e viene trasferita nel cantiere “Officine yacht di Pesaro” dove subisce un ulteriore refitting conservativo a carico dello scafo e la realizzazione di una tuga vetrata per agevolarne (viste le intenzioni crocieristiche dell’armatore) l’ingresso sottocoperta.
Gennari la utilizzò, fino al 1970, come imbarcazione da crociera.
1970
La barca viene acquistata dall’editore bolognese Malipiero che restituisce agli allestimenti molti degli accessori originali d’epoca dei quali era stata defraudata e la reimmette nel circuito delle regate d’epoca della Sardegna e della Liguria. La barca cambia ancora una volta nome assumendo l’attuale denominazione: “Desirée”. L’editore bolognese la tiene fino al 1983
1996
Il Desirée si trova a Fiumicino in uno stato di semiabbandono e quasi per caso viene scoperta da un gruppo di amici, appassionati di vela e di barche d’epoca. La passione, la voglia di rendere omaggio a tanta storia e, diciamolo, anche un pizzico di pazzia danno lo spunto per iniziare un percorso tanto romantico quanto tortuoso: ridare lustro al Desirée.
Storia moderna
Il refitting comincia finalmente nei cantieri Delta di Fiumicino.
“Assoluta fedeltà alla costruzione originaria” questo è stato il principio ispiratore di tutta l’operazione. La barca viene completamente smontata da ogni allestimento interno e di coperta sia per rispristinarne le funzionalità sia ...per saperne di più abbonati a Blumag.it!
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