Moitessier, marinaio da leggenda

Lo sentite? È il rumore del mare. E a me basta.†Con queste parole del protagonista inizia lo speciale, in DVD, su Bernard Moitessier “Itinerario di un marinaio da leggendaâ€, parte della collezione Avventure Marittime, pubblicato nel 2004 da Equator Editions e distribuito dal 2005 in Italia dalla Editrice Incontri Nautici. Parole che riassumono il senso profondo di una vita, dedicata al vento, al mare e ai suoi silenzi, di un marinaio per passione. Attraverso i filmati e le registrazioni dello stesso Moitessier e a numerose interviste a persone a lui care, come il fratello e altri famosi velisti suoi contemporanei, si ripercorrono le tappe non solo dei suoi viaggi in giro per il mondo, ma anche della sua crescita come uomo e navigatore solitario. Due ore di narrazione che non lasciano spazio alla noia, tra continui flash back e cambi di voce. C’è quella gracchiante delle vecchie registrazioni di bordo dello stesso Moitessier, che ci racconta i lunghi mesi di navigazione e, poi, quella del narratore e degli intervistati, che ci parlano delle mille difficoltà affrontate dal francese per seguire il suo sogno, come la famiglia stessa, gli schemi sociali, i naufragi e l’indigenza. Lo speciale è diviso in varie sezioni, dedicate a diversi aspetti della vita di Moitessier: la sua storia personale di francese, figlio di commercianti, nato negli anni Venti e vissuto a lungo in Vietnam e poi in giro per il mondo; la sua carriera come scrittore, narratore delle sue stesse avventure; la sua amata barca Joshua; ma, soprattutto, la lunga rotta. Stiamo parlando del grande viaggio intorno al mondo del navigatore solitario iniziato nel 1968 che, nato da una sua esigenza personale, ispirò al giornale londinese Sunday Times l’organizzazione del Golden Globe: l’evento-regata, prevedeva il giro del mondo con passaggio dei tre capi, Buona Speranza, Leeuwin e Horn - in solitario, senza scalo e aiuti esterni - a cui parteciparono nove velisti. Ma già dall’inizio lo spirito di Moitessier era ben lontano da sfide e competizioni; alla domanda di un giornalista “chi vincerà ?†la risposta fu “chiunque riporterà la barca a casaâ€. E come dargli torto? Con le imbarcazioni e le tecnologie per navigare dell’epoca si trattava di un’impresa difficilissima. Per Moitessier non esistevano avversari, premi, onore e gloria, ma solo un obiettivo: rendere felice la sua Joshua, dandole vento per andare sempre più veloce. Il tempo assume un valore tutto nuovo, i giorni passano silenziosi in una pace indescrivibile, documentata dalle sole riprese, che il navigatore faceva appollaiato sul bompresso o in cima all’albero e che, insieme alle sue lettere, lanciava sulle barche di passaggio o legava su barchette autocostruite. E, alla fine del giro, le parole che sconvolsero il mondo “quando finalmente si è trovata la felicità , come si fa a rinunciarci, a tornare indietro, ad accettare le regole di un gioco al quale non si vuole partecipare? Non torno in Francia, ma proseguo, non per un capriccio intellettuale, ma per salvare la mia animaâ€. E così da Capo Horn proseguì verso est, per altri quattro mesi, in questa storia d’amore tra lui e Joshua, fino a Tahiti, fino ad arrivare, parole sue, “alla fine di me stesso, come di Joshuaâ€. Toccante la descrizione di Moitessier, che emerge dalle parole del fratello Gilbert “Come una chiocciola col suo guscio, Bernard lasciò l’Indocina in cerca di un’altra patria e che finì per scoprire essere il mondoâ€.
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